L’École française de Rome viene fondata tra il 1873 e il 1875 per iniziativa di alcune figure impegnate nel rinnovamento dell’università francese dopo la guerra del 1870, con l’ambizione di affermare la presenza della scienza francese nel nuovo equilibrio europeo e creare uno strumento di ricerca efficace.

Nata tra il 1873 e il 1875 come scuola di archeologia facente capo alla più antica École française d’Athènes, aperta nel 1846, è inizialmente concepita come una tappa per i giovani ricercatori (i cosiddetti membres) successivamente chiamati a soggiornare ad Atene, che a Roma seguono corsi di archeologia per un anno in modo da perfezionare la propria formazione prima dell’arrivo sui cantieri greci. Nel 1875, tuttavia, la scuola acquista una sua autonomia e prende il nome di École française de Rome, stabilendosi a Palazzo Farnese insieme all’ambasciata permanente di Francia in Italia.

Il suo primo direttore, Auguste Geffroy, è uno specialista dell’Europa contemporanea. Già in quest’epoca la disciplina storica si afferma in maniera netta nella missione dell’EFR, alla pari con l’archeologia.

La ricchezza degli archivi messi a disposizione dalla neonata Italia e dalla Santa Sede, che conserva una documentazione inesauribile su tutte le parti del mondo in cui il cattolicesimo ha esercitato la propria influenza, spiega l’importante ruolo immediatamente assunto dalla storia e la rilevanza dei lavori sulla storia della Chiesa svolti dai primi membri dell’EFR.

L’archeologia non resta comunque indietro. Inizialmente i membri intervengono soprattutto nei paesi del Maghreb poiché all’epoca l’Italia non dà concessioni per gli scavi a stati stranieri e cura autonomamente la ricerca e valorizzazione del suo passato, visto il ruolo fondamentale svolto dal patrimonio culturale nella costruzione della giovane nazione. I primi lavori dei membri dell’EFR in Italia si svolgono dunque su terreni privati, come gli scavi di Stéphane Gsell a Vulci, sulla proprietà del principe Torlonia. Solo dopo la Seconda guerra mondiale si apriranno i grandi cantieri che hanno segnato generazioni di archeologi francesi in Italia: Megara Iblea (Sicilia); Bolsena (Lazio); e più vicino a noi Musarna (Lazio), Pincio e Vigna Barberini (Roma) ecc.

Pur svolgendo un indubbio ruolo negli ambienti intellettuali francesi e italiani, fino agli anni Cinquanta l’École resta una struttura piccola e piuttosto chiusa che accoglie ogni anno alcuni membri accuratamente selezionati (all’inizio degli anni Sessanta sono otto), con interessi che spaziano dall’antichità all’epoca moderna.

Alla fine degli anni Sessanta e nel decennio successivo l’EFR vive un periodo di grande apertura. Sotto la direzione di Pierre Boyancé, il numero di membri aumenta sensibilmente e l’acquisizione di un immobile al numero 62 di piazza Navona permette, una volta completati i lavori di ristrutturazione a cura di George Vallet, di accogliere ricercatori di passaggio e ospitare numerosi eventi scientifici, come pure di istituire, nel 1974, borse di ricerca mensili che aprono l’École a una platea molto più ampia di ricercatori. Gli statuti del 1974, inoltre, dotano l’ente di tre sezioni (Antichità, Medioevo, Epoche moderna e contemporanea) dirette da tre direttori degli studi. L’apertura dell’EFR al mondo contemporaneo viene così sancita in maniera ufficiale.

A partire dagli anni Novanta l’École, che dal 1999 conta 18 membri, amplia i propri campi di interesse alle scienze sociali. Sempre nel 1999, il Centre Jean Bérard di Napoli, centro di ricerche sull’Italia meridionale a forte prevalenza archeologica, passa da una gestione affidata al ministero degli Affari esteri francese alla tutela congiunta del CNRS e dell’École française de Rome, rafforzando così i legami già molto stretti tra i due istituti.

Nel 2011, un nuovo decreto comune alle cinque Écoles françaises a l’étranger concede l’autonomia a questi enti e stabilisce il quadro generale del loro funzionamento, mettendoli in rete.

 

L'École française de Rome alla svolta degli anni Settanta

Conferenza di Jérémie Dubois (Université de Reims)

Conferenza tenuta al Collège de France il 21 novembre 2018 in occasione del lancio dell’Associazione degli Amici dell’EFR.

 

Per ascoltare:

In caso di mancata visualizzazione del lettore audio, è possibile ascoltare la conferenza su SoundCloud.

 

 

"Remembrances" (2018)

Ricordi di ex membri (1944-1970) raccolti da Jean-François Dars e Anne Papillault

Se il lettore video non si apre sotto, potete vedere il film sul canale Youtube dell'EFR

Per saperne di più

La storia dell’ente nei suoi primi anni di vita è illustrata da una serie di monografie uscite nella “Collection de l’École française de Rome”.
L’EFR ha inoltre pubblicato le biografie storiche e intellettuali di ex membri dell’École française de Rome (Georges Goyau, Émile Bertaux e Jean Bérard) e curato lo scambio epistolare intercorso tra monsignor Duchesne, allora direttore dell’École, e Madame Bulteau, sua confidente, tra il 1902 e il 1922.

 

Cronologia

1873-1875

25 marzo 1873: decreto che istituisce una sezione romana dell’École française d’Athènes.

26 novembre 1874: decreto riguardante l’École française d’Athènes che conferisce alla sezione romana il titolo di École archéologique de Rome (articolo 9).

20 novembre 1875: decreto riguardante l’organizzazione dell’École française de Rome.

Dicembre 1875: insediamento dei membri e del primo direttore dell’École Auguste Geffroy a Palazzo Farnese.

1881

1881: creazione e diffusione del periodico Les Mélanges d’Archéologie et d’Histoire in collaborazione con l’editore parigino Ernest Thorin.

1914-1918

1914-1918: mobilitazione di alcuni membri e del personale scientifico durante la Prima guerra mondiale. Otto di essi perderanno la vita. Dopo il conflitto monsignor Duchesne, direttore dell’École, renderà loro omaggio facendo installare una targa in marmo a Palazzo Farnese.

1931

27 ottobre 1931: celebrazione (in ritardo a causa della crisi politico-economica) del Cinquantenario dell’École alla Sorbona di Parigi in presenza del presidente Paul Doumer. Concomitante pubblicazione del “Volume du Cinquantenaire” contenente i testi dei discorsi pronunciati e fotografie inedite.

1940-1946

1° giugno 1940: partenza del direttore dell’École, Jérôme Carcopino, prima dell’entrata in guerra dell’Italia.

1940-1944: i membri proseguono le loro attività in Francia.

Luglio 1944: reinsediamento dell’EFR a Palazzo Farnese e ripresa delle principali attività grazie agli sforzi di due ex membri, Adrien Bruhl e Jacques Heurgon.

13 giugno 1945: nomina di Albert Grenier a nuovo direttore.

Giugno 1946: nomina di Adrien Bruhl a segretario generale.

Fine settembre 1946 ripresa definitiva dell’attività dell’École.

1946-1966

Maggio 1946-febbrario 1949: autorizzazione delle concessioni archeologiche straniere in Italia; inizio degli scavi di Bolsena (provincia di Viterbo), seguiti da quelli di Megara Iblea (provincia di Siracusa).

1954-1955: elezione di Jean Bayet a presidente dell’Unione Internazionale fondata nel 1946, di cui l’EFR è membro.

Dicembre 1966: acquisto dell’immobile al 62 di piazza Navona, destinato ad accogliere borsisti e ricercatori.

1974-1975

6 febbraio 1974: decreti di riforma dell’École; creazione delle direzioni degli studi e dei borsisti, estensione alla storia contemporanea sotto la direzione di Georges Vallet.

19 settembre 1974: ordinanza che definisce le borse dell’École.

1975: a seguito della richiesta formulata da Georges Vallet, Gérard Moyse realizza il primo annuario dei membri dell’EFR.

17 ottobre 1975: celebrazione del centenario dell’École a Parigi (Institut de France e Hôtel de Rohan) con Georges Vallet.

1° dicembre 1975: celebrazione del centenario dell’École a Roma, a Palazzo Farnese e nella sede di piazza Navona, in presenza del direttore Georges Vallet e dei presidenti francese e italiano Valéry Giscard d’Estaing e Giovanni Leone.

2 dicembre 1975: inaugurazione della sede di piazza Navona.

1981-2011

1981: pubblicazione dei tre volumi dedicati a Palazzo Farnese e alla sua storia in collaborazione con l’Ambasciata di Francia a Roma.

1992: pubblicazione della prima opera di riferimento degli istituti di ricerca archeologici e storici stranieri presenti a Roma.

10 settembre 1996: nuovo decreto che stabilisce la trasformazione dell’École française de Rome in un ente pubblico a carattere scientifico, culturale e professionale, e apertura alle ricerche nel campo delle scienze sociali.

1° gennaio 1999: tutela congiunta del Centre Jean Bérard di Napoli con il Centre de la recherche scientifique.

2006-2009: restauro della sede di piazza Navona. I cantieri di scavo mettono in evidenza la storia della piazza dall’antichità e offrono l’opportunità di visite guidate nei sotterranei, in collaborazione con la società Stadio di Domiziano che gestisce l’area archeologica. Vengono inoltre proposte visite guidate di Palazzo Farnese mediante l’associazione Inventer Rome.

10 febbraio 2011: nuovo decreto 2011-164 relativo alle Écoles françaises à l’étranger che vengono riunite in una rete (ResEFE) di cui fa parte anche l’École française de Rome.

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